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PENSIERI IN MOSTRA

PENSIERI IN MOSTRA

Riflessioni sulla Mostra dei Laboratori Creativi di FotoArteTerapia

METAMORFOSI DELL’ANIMA – Un viaggio interiore in-tras-formazione

 

26 ottobre • 14 novembre 2018 • Atrio d’Onore Palazzo della Provincia di Arezzo

 

Ideazione del Progetto

Rita Carioti Fotografa e Arteterapeuta

 

Organizzazione Realizzazione e Cura

Barbara Abatangelo e Alessandra Guidi Educatrici DSM

Rita Carioti e gli Artisti in Mostra

 

Referenti

Dott. ssa Loredana Betti

Dirigente Psicologa DSM

Dott. Michele Travi

Responsabile U.F.S.M.A. Arezzo

 

 

 

 

 

INTRODUZIONE AL CATALOGO

Questo catalogo, per certi aspetti anomalo in quanto succede, anziché precedere o accompagnare, alla Mostra di Arte Terapia “Metamorfosi dell’Anima – un viaggio interiore in-tras-formazione” che è stata allestita nel Palazzo della provincia di Arezzo nel mese di ottobre 2018, vuole essere un omaggio ed un tributo a coloro che sono venuti a visitare la Mostra, l’hanno apprezzata ed anche amata.

E’ per loro e per gli Artisti che hanno esposto le loro opere, che qui abbiamo voluto raccontare e riprodurre i commenti che ci hanno lasciato coloro che hanno visitato la Mostra. Di solito i visitatori delle mostre d’arte, il pubblico, al quale le opere sono destinate e senza il quale l’opera non si arricchirebbe di altra vita, rimane oscuro, scompare nella folla indistinta che pure ha animato lo spazio espositivo. Ma qui è a loro che noi guardiamo, a quella immaginaria “quarta parete”, come si dice nel gergo teatrale, che completa la forma dello spazio artistico.

Lo sguardo di questi “altri”, di cui abbiamo qui riportato tutti i pensieri che ci hanno regalato, che si sono riconosciuti e visti nelle opere esposte, ci è parso prezioso, ci ha sorpreso talvolta per la sua intensità e per la sua passione, ci ha aperto ad altri vertici di osservazione, sfuggiti prima anche a noi che abbiamo immaginato e costruito lo spazio espositivo.

Ci é apparsa così, in questo caso, la avvenuta realtà di una grande collaborazione, un fare Comunità attraverso le identificazioni incrociate e condivise dei fruitori, dove le opere sono state un tramite per lo scambio di emozioni ed esperienze tra gli autori e il pubblico. Si è realizzata nello spazio e nel tempo volubili e già trascorsi ad oggi, mentre scriviamo questo commento, una condivisione, una

coabitazione possibile e preziosa anche per il nostro lavoro di operatrici in Salute Mentale, molto spesso e forse troppo use ad operare in luoghi meno esposti e più riservati allo sguardo.

Noi, che condividiamo tanto delle vite delle persone che, a vario titolo e in vario modo, curiamo, auspichiamo che sempre più il nostro lavoro sia aperto e visibile ai tanti e tante che vogliono accompagnarsi a noi, attraverso il meraviglioso mondo dell’Arte Terapia e non solo, in questo difficile ma anche emozionante percorso di esplorazione dell’animo umano.

Ringraziamo e salutiamo la Comunità che ha condiviso con noi questa esperienza.

Dott. ssa Loredana Betti

Dirigente Psicologa e Psicoterapeuta del DSM di Arezzo

Barbara Abatangelo, Alessandra Guidi e Roberta Greco

Educatrici del DSM di Arezzo

 

TAVOLA ROTONDA E INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 26 ottobre 2018 è stata presentata, nell’ Atrio d’Onore del Palazzo della Provincia di Arezzo, la mostra delle opere dei Laboratori di FotoArteTerapia “Metamorfosi dell’ Anima – un viaggio interiore in-tras-formazione” curata dagli Operatori del Centro Diurno Interpersonale del Dipartimento di Salute Mentale di Arezzo. I lavori e l’interazione con gli Autori delle opere sono poi rimasti aperti al pubblico dal 27 ottobre al 9 novembre.

La giornata di inaugurazione è stata particolarmente significativa e ricca di spunti di riflessione. Nella Tavola Rotonda, tenutasi nella Sala dei Grandi del Palazzo, dopo la presentazione del Dott. Michele Travi, Responsabile U.F.S.M.A. di Arezzo, è intervenuto e ha presenziato il Dott. Evaristo Giglio, Direttore della Zona Distretto di Arezzo, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa. Ha poi preso la parola il Presidente della Provincia di Arezzo, Dott. Roberto Vasai. La Dott.ssa Loredana Betti, Referente per la supervisione U.F.S.M.A. del progetto, ha esposto il percorso che gli Artisti hanno seguito; ha sottolineato che le opere in mostra parlano di persone e non di malattie, e della necessità di utilizzare strumenti che permettono di giungere ad aree psichiche non raggiungibili con la sola parola. Il Dott. Cesare Bondioli, Presidente del Centro “Franco Basaglia” di Arezzo, ha sottolineato che l’attività riabilitativa deve porsi l’obiettivo di restituire al paziente i suoi diritti formali, la sua contrattualità sociale, relazionale ed affettiva e la necessità di fare attenzione affinché i Laboratori, che erano presenti anche nell’Istituzione manicomiale, siano invece uno strumento aperto alla società nel cammino di emancipazione e di recovery.

Di particolare interesse poi è stato l’intervento del Presidente dell’Associazione Italiana Arteterapeuti, Simone Donnari, che ha mostrato alcuni video di una modalità interattiva con bambini autistici attraverso il computer e l’auto-osservazione attiva che permette una nuova percezione di se stessi. Rita Carioti, Arteterapeuta ideatrice ed animatrice del Laboratorio, ha delineato il suo percorso con gli Artisti, che ha condotto all’espressione intima e fortemente personale di ciascun partecipante. Scopo del Progetto è stato quello di incentivare e mettere in luce capacità e risorse sane della personalità di ognuno, contrastare il disagio, stimolare esperienze sensoriali ed emozionali, offrire spunti culturali e nuovi punti di vista, per smuovere meccanismi interiori obsoleti al fine di riformulare la propria realtà interiore ed esteriore ed attuare un graduale processo di cambiamento.

Sono seguiti gli interventi delle Educatrici Referenti del progetto, Alessandra Guidi e Barbara Abatangelo, e degli Artisti e la visita successiva della Mostra, in cui gli stessi, in modo attivo, hanno condiviso con i visitatori il percorso seguito. E’ stato un percorso particolarmente carico di significati. Il confronto diretto con gli Artisti, gli stati d’animo riferiti nella creazione dell’opera ed il senso che davano al percorso vissuto, ha permesso ad ognuno dei partecipanti alla Mostra, Operatori, ma non solo, di cogliere quegli aspetti non evidenziati nei colloqui o negli incontri “tradizionali”, psichiatrici o psicoterapici, ma di osservare e condividere con gli Autori stessi sfaccettature e modalità espressive personali ed irripetibili.

Dott. Michele Travi

Responsabile U.F.S.M.A Zona Aretina, Casentino, Val Tiberina • Azienda Usl Sud Est • Toscana

 

PENSIERI DEGLI ARTISTI SULL’ESPERIENZA DELLA MOSTRA

Il pensiero che ha accomunato tutti noi, utenti del DSM, nell’esperienza della mostra “Metamorfosi dell’Anima-un viaggio interiore in-tras-formazione” esposta nell’Atrio d’Onore del Palazzo della Provincia di Arezzo, di cui siamo stati gli artisti protagonisti, e delle altre iniziative organizzate all’interno del Palazzo, è quello di aver molto apprezzato la realizzazione e stampa dei due cataloghi ad essa dedicata, lo spazio dove abbiamo esposto le nostre opere e aver potuto ognuno di noi partecipare all’ allestimento, in quanto le opere sono state esposte con un criterio estetico e una modalità simbolica e comunicativa al di fuori dell’ordinario.

Nella Tavola Rotonda, organizzata dal DSM tenutasi nella prestigiosa Sala dei Grandi del Palazzo il giorno dell’inaugurazione della Mostra, in cui hanno partecipato importanti persone, sono stati di nostro gradimento gli argomenti trattati sulla Salute Mentale e sulla ArteTerapia e i relativi giovamenti che questa porta a noi utenti. In modo particolare ci è piaciuto l’intervento di Simone Donnari che ha parlato e illustrato il sistema interattivo da lui impiegato in Arteterapia con i mezzi digitali, per la cura delle persone autistiche. Siamo rimasti molto colpiti per il grande interesse ed il feedback positivo che ha avuto il pubblico nei confronti di tutta la mostra e delle nostre opere. Ci è anche molto piaciuto fare il laboratorio di Arteterapia con i cittadini all’interno della mostra, in cui dopo aver superato l’iniziale imbarazzo, ci siamo sentiti a nostro agio e insieme abbiamo vissuto una bella esperienza creativa condividendola in uno stato di rilassamento.

Ognuno di noi vorrebbe comunque esprimere nello specifico un breve personale pensiero:

E’ stato meraviglioso questo percorso di Arteterapia. E’ stato un viaggio introspettivo della nostra anima a contatto con sé stessi, ed in seguito con i fruitori della mostra ai quali fare da guida è stata una bella esperienza, così come condividere il laboratorio artistico svolto all’interno della mostra. Inoltre, mi sono sentita molto emozionata quando ho parlato in pubblico nella Sala dei Grandi del Palazzo durante la Tavola Rotonda.   Beatrice

 

Per me è stato molto positivo tutto il percorso di Arteterapia che ho fatto. In seguito, mi è piaciuto anche il vivo coinvolgimento provato nell’allestire la mostra. Mi è rimasto molto impresso soprattutto il momento del mio intervento fatto durante la Tavola Rotonda nella Sala dei Grandi del Palazzo. E’ stato inoltre molto gratificante spiegare le nostre opere esposte in mostra alle persone che sono venute a vederla.  Alessandro

 

 

Per me è difficile esporre le numerose emozioni provate in tutta questa lunga e variegata esperienza di Arteterapia. Ricorderò sempre con sorpresa, piacere e gratificazione la Tavola Rotonda che si è tenuta nella Sala dei Grandi del Palazzo della Provincia il giorno della inaugurazione della mostra, e l’importanza del luogo. Mi è piaciuto molto invitare i visitatori, a fine itinerario della mostra, a lasciare sul Libro delle firme le loro impressioni – così mi sono sentita restituire un regalo.    Tiziana

 

La mostra mi è piaciuta tantissimo perché dopo aver compiuto per tre anni il cammino del viaggio interiore, analizzando vari argomenti e le relative emozioni, delle opere da noi realizzate e messe in mostra, mi ha colpito il grande interesse del pubblico spettatore che ne ha saputo cogliere il profondo senso che noi abbiamo espresso in esse. Mi sono sentita stimata e compresa. E’ stata una bellissima esperienza.   Barbara

 

 

La mostra è stata per me un buon esercizio, io che sono sempre un po’ pigra e svogliata, ho vinto la mia timidezza quando ho parlato in pubblico nella Sala del Grandi, con i fruitori della mostra, e anche quando durante il tragitto cittadino, non conoscendo la strada, ho chiesto a persone estranee informazioni per arrivare a Palazzo. Dopo essere arrivata mi sono sentita più fiduciosa e più sicura di me. La mostra mi è piaciuta molto e non credevo che avesse così successo.  Donatella

 

 

Penso che la mostra mi abbia fatto maturare dato che sono riuscito a parlare nella Sala dei Grandi davanti a molte persone e a parlare delle mie opere con numerosi sconosciuti visitatori interessati a capire come ho maturato le mie idee. Mi è piaciuto molto fare il laboratorio di Arteterapia con i cittadini all’interno della mostra, condotto da Rita Carioti, perché durante lo svolgimento mi sono sentito sicuro e a mio agio e ho potuto appurare che non avevo paura. Sono inoltre rimasto emozionato e impressionato dal positivo feedback che hanno espresso tutti coloro che hanno visto la mostra, soprattutto una persona che si è commossa, e questo non lo dimenticherò mai.  Dariush 

 

 

Tre … anni … tre … Partire … andare … arrivare … Due mani a coppa che accolgono … la vita che ti attraversa e fiorisce … Il frutto condiviso … non è proibito … ma proposto e incoraggiato … di una conoscenza diretta … da cuore a cuore aperto per riceverlo … fruirne … e trasmetterlo per farlo viaggiare.  Juan

 

 

Pertanto, vogliamo fare dei ringraziamenti: in modo particolare al DSM di Arezzo, nelle persone del Dott. Michele Travi, la Dott.ssa Loredana Betti, le Educatrici Alessandra Guidi e Barbara Abatangelo, i tirocinanti psicologi e gli operatori del servizio civile, per la disponibilità, il sostegno, l’incoraggiamento e la fiducia dataci e per aver messo a disposizione lo spazio dove abbiamo potuto svolgere il Laboratorio di FotoArteTerapia.

Ringraziamo di cuore Rita Carioti che è stata molto brava con noi. Con impegno, pazienza, comprensione, fiducia, e con la sua cultura e competente guida, ci ha trasmesso tanta energia, ci ha aiutato e sostenuto a tirare fuori e ad esprimere le nostre potenzialità in modo diretto e sincero, ad essere più consapevoli, a responsabilizzarci, e a credere maggiormente in noi stessi. Nel corso dei tre anni di conduzione dei Laboratori di FotoArteTerapia e della preparazione e cura della Mostra, ci ha fatto maturare e ci ha insegnato ad apprendere delle metodologie in campo artistico e in quello di vita quotidiana.

Un grande ringraziamento agli operatori e agli utenti del Centro Diurno di Legno-Ceramica del DSM di Arezzo che hanno realizzato i pannelli della mostra.

Ringraziamo vivamente i numerosi fruitori della mostra che hanno manifestato grande interesse, attenzione ed entusiasmo alle nostre creazioni, hanno partecipato e condiviso i laboratori di Arteterapia tenuti in mostra, e hanno lasciato positiva testimonianza nel Libro delle firme. Tutto questo ci ha fatto sentire capaci protagonisti in quanto hanno saputo accogliere e ben comprendere la nostra “follia” creativa.

Ringraziamo inoltre le persone dell’associazione Vivere Insieme che ci hanno aiutato e supportato in serena armonia durante il tempo dei turni assegnatici in mostra.

Ringraziamo infine la Provincia di Arezzo per averci ospitato negli spazi dell’ Atrio d’Onore per l’ esposizione della mostra, e nella Sala dei Grandi per la Tavola Rotonda.

Alessandro, Barbara, Beatrice, Dariush, Donatella, Juan, Tiziana

 

RIFLESSIONI SUI LABORATORI DI ARTE TERAPIA APERTI ALLA CITTADINANZA

condotti da Rita Carioti e Marco Tulli

 Quando ho proposto agli Artisti della Mostra l’esperienza dei laboratori di Arte Terapia aperti al pubblico, ossia nello stesso spazio dove sarebbe stata esposta la Mostra e con la partecipazione di persone a loro sconosciute, la loro reazione in un primo momento è stata titubante, e non sono mancate manifestazioni di timore ed imbarazzo. Dopo una attenta analisi, sulla ulteriore auto-fiducia che ne poteva scaturire, gli artisti hanno deciso di affrontare una nuova sfida con se stessi.

 

 

Come da me previsto, fiduciosa nelle loro insite capacità, durante lo svolgimento dei laboratori con i cittadini (interessati a conoscere per varie motivazioni l’Arte Terapia), i ragazzi presenti si sono sentiti pienamente a loro agio in tutte le fasi: presentazione tra le persone, elaborazione del prodotto artistico, restituzione del senso del proprio lavoro, scambio di opinioni ecc, e, ormai esperti nelle competenze acquisite in precedenza, con disinvolta padronanza e bravura hanno terminato per primi la propria creazione, e in rispettoso silenzio e curiosa osservazione hanno aspettato che finissero gli altri.

 

E’ interessante notare che il risultato ottenuto, nella rappresentazione dell’opera sulla tematica da me proposta, quella del “seme”, già realizzata dai ragazzi tre anni prima, in tal caso, si è rivelato essere molto diverso, sia per tecnica che per contenuto, ed è evidente una tangibile maturazione e differente consapevolezza, nella oculata scelta dei soggetti illustrati e dei materiali adoperati per rivelare il significato della propria ideazione.

 

 

Riguardo gli altri partecipanti, cosi come di tutti i fruitori, sono rimasta molto colpita dall’inaspettato e spontaneo grande interesse, stupore e consenso dimostrato nel vedere e comprendere in pieno il senso della Mostra, ma soprattutto la grande curiosità e attenzione esternata da ognuno durante i laboratori, per gli argomenti trattati, il metodo di conduzione, e il naturale trasporto con cui si sono lasciati guidare in una insolita esperienza creativa, che in fase di restituzione, si è rivelata essere stata: coinvolgente, riflessiva e profondamente toccante. Inoltre, quasi tutti hanno espresso il desiderio di voler ripetere l’esperienza, chiedendomi di organizzare un nuovo laboratorio di Arte Terapia, a cui poter partecipare.

 

Vorrei esprimere il mio sentito ringraziamento a tutti i Fruitori della Mostra, i Partecipanti dei Laboratori, gli Artisti, e in special modo ai Referenti e Operatori del DSM di Arezzo, per la fiducia, il sostegno e la condivisione del grande lavoro impiegato per la realizzazione di tale complessa iniziativa, che si è rivelata essere positiva ed apprezzata oltre ogni aspettativa, e pertanto, l’auspicio che in-divenire se ne possano formulare e creare molte altre.

Rita Carioti

Fotografa e Arteterapeuta

 

Del di-segno

Esprimersi, dare segno, dare luogo ad un sentire che spesso è inafferrabile quando è solo nelle pieghe della mente. Come una liberazione, esso va al di là delle difese dei confini tra conscio e inconscio … come una sorprendente scoperta, si de-linea un “oggetto” che appartiene ad una profondità viscerale …come un amo, una lenza, che dal fondo fa emergere parti di sé, il di-segno si compie in automatico…rivelazione…come ecoscandaglio dell’anima della paura, del desiderio.

 

E il di-segno suggerisce un significato o che prima pareva nascosto, una ipotesi, una possibilità, che però posso ora contemplare, raccontare, condividere, donare al mondo per poter essere, per poter esserci. Così è possibile mutare in arte un desiderio di presenza, un respiro del passato, ma anche il solco del dolore o dell’ incomprensione, lo spazio tra felicità ed infelicità. Tuttavia non si cerca l’”oggetto”, il “prodotto”, ma piuttosto l’orma, il cammino. Nel segno mi permetto di vedere cose di me e nel gruppo parti di me…e, se ne parlo, forse posso provare il sapore della completezza, che può dare l’unità di questo mosaico. Ecco perché è così importante uno stimolo insaturo, vago, indefinito e al contempo lo stare in un gruppo, dentro il suo confine protettivo, dentro il suo muoversi sicuro. In questo senso non c’è niente di più indefinito ed al contempo libero di uno scarabocchio, di un lasciarsi andare liberatorio e libero.

Da Winnicott a Nato Frascà, lo scarabocchio, li squiggle game, è stato una porta per avviare un racconto, per cercare un significato. Ed in questo modo lo scarabocchio, segni di libertà, diviene un personaggio, segni di sé. E’ proprio dalla richiesta di trasformare quelle linee casuali in un qualcosa di concreto, che comincia il gioco proiettivo, l’esprimere un qualcosa che non si sarebbe concretizzato altrimenti. E da lì la richiesta di dare un significato a quel personaggio, dargli vita, dargli storia.

Dunque quei personaggi prendono vita, ma ancora di più, nel gruppo, diventano personaggi anche degli altri. E gli altri raccontano ciò che ognuno di questi si ispira, ricorda, evoca…si intrecciano narrazioni, rivelazioni. Paure, e si scopre di non essere più soli, di poter esserci, e di poter essere accarezzati, ascoltati, forse anche un pò compresi.

Così si è concretizzata una piccola vicenda mitica, nel workshop che ho condotto all’interno della bella esposizione “Metamorfosi dell’Anima – un viaggio interiore in-tras-formazione”. Una vicenda dolorosa e gioiosa, comunque autentica, autentica come la strada che a questa mostra ha condotto. La condivisione di un umano incedere, il regalo di punti di vista, anche il grido di sofferenza, ma sempre pronto a divenire reciproco sussurro e leggero tocco, questo significato vedo nell’arteterapia, e in tutta questa bella esperienza.

Per quasi sette anni ho tenuto il laboratorio di arteterapia presso la ASL di Arezzo, due ore a settimana, prima quando l’atelier si trovava in Via Curtatone e poi quando si è spostato al Pionta. Un’ esperienza unica e profonda, un cammino attraverso le spine e le rose, i ponti ed i muri, con l’unica pecca che spesso, ciò che in quel luogo così particolare prendeva forma, non sempre veniva colto dal resto del personale “curante” …un peccato, appunto, che spero possa essere rimesso molto presto.

Vorrei qui ringraziare tutti coloro che si sono lasciati sfiorare da quel brivido che ogni racconto di sé riesce spesso a donare. Ringraziare i luoghi, le persone e le opere, ringraziare gli sguardi che si sono incrociati ed i sorrisi, le alleanze e la ricchezza che si è saputa donare senza nulla in cambio, quei frammenti di vita, preziosi e sacri.

Dott. Marco Tulli

Psicoterapeuta e Arteterapeuta

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